Se vuoi richiedere la RITA

La Legge di Stabilità 2018 ha introdotto la nuova RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) fra le prestazioni del fondo pensione e in data 8 febbraio 2018 la Covip ha emanato la Circolare n.888 del 2018, dove ha chiarito gli aspetti regolamentari e operativi utili per adeguare i documenti del fondo pensione. In data 22 febbraio 2018, al fine di recepire le indicazioni della Covip, il Consiglio di Amministrazione ha approvato le modifiche statutarie e l’aggiornamento dei Documenti Informativi del fondo pensione. 
 
Tale nuova prestazione amplia la possibilità di utilizzo del fondo pensione, rendendola particolarmente interessante laddove si intenda utilizzare la posizione accantonata nel periodo intercorrente fra la cessazione del rapporto di lavoro e il pensionamento nel regime obbligatorio.
In questi anni il fondo pensione è stato già utilizzato in molti casi attraverso la richiesta dei riscatti agevolati per mobilità o esodo e di quelli non agevolati per perdita dei requisiti di partecipazione.
Tale prestazione che consente di percepire un reddito periodico potrebbe soddisfare meglio le esigenze che si determinano in queste fasi di passaggio, senza dimenticare che il migliore trattamento fiscale permetterebbe di incrementare i benefici di tale scelta.
 
Di seguito alcune informazioni per saperne di più sulla RITA, per tutti gli approfondimenti è disponibile la Circolare 5/2018.
  
Che cosa è la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)?
RITA è una prestazione pensionistica complementare che può essere erogata in forma di rendita temporanea anticipata dal fondo pensione dal momento in cui sono stati verificati i requisiti necessari per la richiesta fino all’età del pensionamento di vecchiaia nel regime pensionistico obbligatorio (al momento 66 anni e 7 mesi, dal 1° gennaio 2019 67 anni).

Chi può chiedere la RITA?
Esistono due distinte tipologie di iscritti che possono richiedere la RITA: 

1° caso (erogazione frazionata in un periodo di anticipo massimo di 5 anni)

  • cessazione dell’attività lavorativa;
  • non più di 5 anni alla maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia (accessibile dai 61 anni e 7 mesi per la RITA erogabile fino al 31/12/2018, da 62 anni per la RITA erogabile in data successiva al 1° gennaio 2019); 
  • requisito contributivo minimo di 20 anni nei regimi obbligatori di appartenenza; 
  • 5 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare. 

2° caso (erogazione frazionata in un periodo di anticipo massimo di 10 anni)

  • inoccupazione superiore a 24 mesi (successiva alla cessazione del rapporto di lavoro); 
  • non più di 10 anni alla maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia; 
  • (accessibile dai 56 anni e 7 mesi per la RITA erogabile fino al 31 dicembre 2018, da 57 anni per la RITA erogabile in data successiva al 1° gennaio 2019); 
  • 5 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare.

 

Scarica il Modulo RITA

 

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